Diabete Mellito

I contenuti di questa pagina sono stati realizzati a cura del team di medici ed esperti dell’Istituto Italiano di Telemedicina in accordo alle indicazioni delle più recenti Linee Guida medico-scientifiche. Comunicazione istituzionale non soggetta ad autorizzazione ex DM 23/02/2006.

Cos’è il Diabete Mellito?

Il diabete mellito è una condizione cronica caratterizzata da un aumento dei livelli di glucosio nel sangue (glicemia). Si può parlare di Diabete Mellito quando la glicemia raggiunge valori ≥126 mg/dL.

L’ormone che consente all’organismo di utilizzare il glucosio per i processi energetici all’interno delle cellule, regolarizzando la glicemia, è l’insulina, prodotta dal pancreas. Quando si verifica un difetto assoluto o relativo della produzione di insulina, il glucosio si accumula nel sangue in modo pericoloso comportando lo sviluppo del diabete.

I numeri del diabete

Il diabete colpisce circa 3 milioni di italiani e 170 milioni di persone nel mondo ed è frequentemente associato ad altri fattori di rischio cardiovascolare, in particolare l’ipertensione arteriosa e la dislipidemia.

Infatti, circa il 30-40% dei diabetici soffre di una qualche malattia cardiovascolare, con una mortalità aumentata di 5 volte rispetto ad un soggetto non diabetico.

I tipi di diabete

Il diabete è una malattia per la quale il fattore ereditario incide in modo importante. Causa gravi danni vascolari, soprattutto a livello del cuore e dei reni.

Il diabete si presenta in due forme

Diabete mellito di tipo 1:

  • Si manifesta prevalentemente nel periodo dell’infanzia e nell’adolescenza
  • Legato a fattori genetici (ereditari), immunitari e ambientali (infezioni)
  • Caratterizzato da un deficit quasi assoluto di insulina

Diabete mellito di tipo 2

  • È la forma più comune di diabete
  • Si manifesta in genere in età adulta
  • Caratterizzato da un deficit parziale di insulina e dall’incapacità dell’insulina in circolo di agire in maniera soddisfacente (cosiddetta insulino-resistenza)

Fattori di rischio

  • Età superiore a 45 anni
  • Sovrappeso (specialmente se il grasso è localizzato nell’addome)
  • Vita troppo sedentaria
  • Parentela (a maggior ragione se di primo grado) con un diabetico
  • Per le donne dopo aver partorito un figlio di peso superiore ai 4 kg o aver sofferto di diabete in gravidanza
  • Glicemia a digiuno alterata (tra 110 e 125 mg/dL)
  • Ipertensione arteriosa
  • Appartenenza a gruppi etnici ad alto rischio (es. ispanici, asiatici, africani)

Come diagnosticare il diabete mellito

I soggetti con familiarità per diabete mellito dovrebbero controllare la glicemia regolarmente per agire in modo tempestivo qualora il diabete dovesse insorgere.

La scarsità o l’assenza di insulina, impedisce all’organismo di utilizzare il glucosio per produrre l’energia necessaria al suo funzionamento. Il glucosio, introdotto con l’alimentazione, non viene utilizzato e viene eliminato dal corpo attraverso le urine. Si verifica, quindi, un aumento del volume urinario (poliuria), con conseguente aumento della sensazione di sete (polidipsia), e un calo di peso improvviso dovuto al fatto che non vengono trattenute le sostanze nutritive.

La grave conseguenza del diabete non curato, soprattutto quello di tipo l, è l’aumento della quantità di corpi chetonici nel sangue che diventa “acido” (cosiddetta chetoacidosi che può portare al coma e alla morte).

Questi sintomi sono tipici del diabete mellito di tipo 1, mentre nel diabete di tipo 2 i sintomi si manifestano più lentamente e spesso in maniera meno evidente. Possono verificarsi casi di glicemia alta senza che si manifestino i sintomi. Per questo la diagnosi di questa forma di diabete non è spesso rapida, ma avviene quando ormai la malattia è in una fase conclamata. La diagnosi di diabete si basa principalmente sul dosaggio della glicemia a digiuno.

Parametri diagnostici per il diabete

  • Glicemia a digiuno ≥126mg/dL
  • Glicemia ≥200mg/dL due ore dopo il carico di glucosio per via orale
  • Sintomi di diabete (poliuria, polidipsia, perdita di peso inspiegabile) associati a un valore di glicemia casuale (indipendente dal momento della giornata) ≥200mg/dL

Come misurare la glicemia

Di fondamentale importanza nel diabete è l’automonitoraggio della glicemia

  • La misurazione della glicemia deve essere effettuata a digiuno da almeno 12 ore
  • L’esame può essere effettuato da sangue capillare, pungendo il dito (misurazione domiciliare o in Farmacia), o da sangue venoso (in Ospedale, dal medico o in un laboratorio di analisi)
  • Ia persona può essere considerata diabetica secondo diversi parametri:
  1. se in almeno 2 misurazioni successive nell’arco di una settimana, la glicemia a digiuno sia uguale o superiore a 126 mg/dL
  2. se è sottoposta a trattamento con ipoglicemizzanti orali o insulina
  3. presenta storia clinica personale di diabete
  • L’autocontrollo domiciliare della glicemia viene effettuato attraverso una goccia di sangue ottenuta dalla puntura di un polpastrello di un dito: è sufficiente una sola goccia di sangue
  • L’autocontrollo è un esame indolore, rapido (bastano 2 minuti) ed è attendibile, in quanto i risultati sono sovrapponibili a quelli di laboratorio

Come curare il diabete mellito

Per la cura del diabete mellito è fondamentale impostare un corretto stile di vita (buona alimentazione e attività fisica regolare).

Una terapia a base di insulina è necessaria nel diabete di tipo 1, dove questo ormone è carente.

Nel diabete di tipo 2, se la dieta e l’esercizio fisico non sono sufficienti a riportare i valori di glicemia a livelli ottimali, il medico prescriverà farmaci ipoglicemizzanti orali che ridurranno i livelli di glucosio nel sangue.

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