Dislipidemia

I contenuti di questa pagina sono stati realizzati a cura del team di medici ed esperti dell’Istituto Italiano di Telemedicina in accordo alle indicazioni delle più recenti Linee Guida medico-scientifiche. Comunicazione istituzionale non soggetta ad autorizzazione ex DM 23/02/2006.

Cos’è la Dislipidemia?

La dislipidemia è una condizione caratterizzata dalla presenza di grassi nel sangue in quantità anomale e pericolose.

Ecco le forme più comuni di dislipidemia:

  • Ipercolesterolemia, cioè un aumento del colesterolo “cattivo” (LDL), che si deposita nella parete delle arterie causando aterosclerosi già a valori >115 mg/dL
  • Bassi valori di colesterolo HDL o colesterolo “buono” (<40 mg/dL nell’uomo o <50 mg/dL nella donna). Il colesterolo HDL serve a pulire le arterie dai grassi in eccesso, e tanto più è alto tanto più si è protetti
  • L’ipertrigliceridemia, cioè aumento dei trigliceridi nel sangue a valori ≥150 mg/dL

I numeri della dislipidemia

La dislipidemia, ed in particolar modo l’ipercolesterolemia, colpisce sino al 40-50% degli italiani, con un’incidenza maggiore nei soggetti che hanno già avuto una o più malattie cardiovascolari o un ictus, o sono in età più avanzata.

Negli Stati Uniti le prevalenza del fenomeno è ancora più alta (55% della popolazione). La dislipidemia è un’importante causa di aterosclerosi e di malattie cardiovascolari: si valuta infatti che sia responsabile di circa 4 milioni di morti ogni anno nel mondo.

Le cause della dislipidemia

Le dislipidemie si possono idealmente suddividere in due macrocategorie che dipendono dalle cause che le provocano. Si possono avere infatti:

  • Dislipidemie primitive (su base genetica o familiare)
  • Dislipidemie secondarie (o acquisite). Tra le secondarie si classificano anche quelle forme che, pur partendo da una predisposizione familiare, si sviluppano maggiormente a causa di fattori legati all’alimentazione o a stili di vita non salutari. In questo caso si parla di dislipidemie multifattoriali.

La dislipidemia viene diagnosticata con il dosaggio dei grassi del sangue mediante prelievo di sangue venoso o puntura del polpastrello delle dita. Il dosaggio è importante in quanto la dislipidemia non dà disturbi, se non in fase avanzata, per le complicanze dell’aterosclerosi e la comparsa di malattie cardiovascolari quali più tipicamente l’infarto miocardico e l’ictus cerebrale.

Come si misurano i grassi del sangue

  • La determinazione della colesterolemia e trigliceridemia deve essere eseguita a digiuno da almeno 12 ore
  • L’esame può essere effettuato da sangue capillare, pungendo il dito (misurazione domiciliare o in Farmacia), o da sangue venoso (in Ospedale, dal medico o in un laboratorio di analisi)
  • L’autocontrollo domiciliare dei lipidi plasmatici viene effettuato attraverso una goccia di sangue ottenuta dalla puntura di un polpastrello di un dito: è sufficiente una sola goccia di sangue
  • L’autocontrollo è un esame indolore, rapido (bastano 2 minuti) ed è attendibile, in quanto i risultati sono sovrapponibili a quelli di laboratorio

Come curare la dislipidemia

La dislipidemia si cura seguendo un idoneo stile di vita  ed assumendo farmaci in grado di ridurre i livelli di grassi nel sangue. Queste misure concorrono ad un’efficace prevenzione delle malattie cardiovascolari e dell’ipertensione arteriosa.

Stile di vita ottimale nel dislipidemico

  • Mangiare meno cibi grassi, ed in particolar modo quelli ricchi di grassi saturi e trans (carne rossa, burro e formaggi grassi)
  • Prediligere i grassi mono- e poli-insaturi, ricchi di stanoli e steroli vegetali (olio di oliva, olio di semi, pesce azzurro)
  • Soprattutto evitare il “cibo spazzatura” (es. hamburger, patatine fritte, ecc.)
  • Aumentare la quantità di frutta, verdura e cereali assunte, che arricchiscono l’organismo di fibre viscose solubili
  • Assumere piccole quantità di alcool (il famoso bicchiere di vino al giorno ad esempio) che fanno aumentare il colesterolo buono (HDL)
  • Calo ponderale
  • Attività fisica aerobica regolare (camminate, bicicletta, nuoto, jogging) per almeno 30 minuti al giorno per non meno di 3-4 giorni alla settimana: l’attività fisica regolare infatti fa aumentare il colesterolo buono o HDL.
  • In presenza di ipertrigliceridemia, è utile mangiare molto pesce, ricco di omega-3, particolarmente efficaci sui trigliceridi.

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