COVID-19, anche il neo presidente USA punta sulla Telemedicina

Joe Biden punta a migliorare i servizi di telemedicina che andranno a sostenere in modo particolare gli anziani e le persone vulnerabili e con disabilità. In Italia l’assistenza a distanza può crescere ancora.

Non è ancora entrato alla Casa Bianca, ma sulla battaglia contro il COVID-19 Joe Biden sembra avere le idee molto chiare. La sua vittoria alle elezioni per la presidenza degli Stati Uniti d’America, inutile nasconderlo, è stata costruita soprattutto sul tema relativo all’emergenza sanitaria da coronavirus, in completa contrapposizione rispetto al suo sfidante Donald Trump. In un Paese duramente colpito dall’ondata autunnale del virus, la strategia di Biden alla lunga ha finito per spostare a suo favore l’interesse dell’elettorato, probabilmente spaventato dai numeri record di pazienti ospedalizzati e di vittime. Numeri, questi, sottovalutati dal presidente uscente.

“Voglio che tutti sappiano – ha dichiarato Biden – che dal primo giorno del mio mandato metteremo in atto il nostro piano per controllare questo virus”. La sua task force anti-COVID di professionisti del settore è già pronta a entrare in azione, in sostituzione di quella attuale.

 La Telemedicina nella strategia di Biden

La strategia del nuovo presidente USA (che ha fatto appello a una leadership disciplinata, affidabile e basata sulla scienza), sarà divisa in cinque punti, con una informazione precisa e affidabile e con la rassicurazione che le decisioni in campo sanitario verranno prese da esperti del settore e non da politici. I tamponi saranno gratuiti per chiunque ne abbia bisogno, verrà rafforzata la rete di laboratori che processano i test con almeno 10 drive-in in ogni Stato. Nel piano di Biden è previsto poi un ampliamento dei programmi di sorveglianza del CDC (Centers for Disease Control and Prevention), con lo sfruttamento e il miglioramento dei servizi di telemedicina che andranno a sostenere in modo particolare gli anziani e le persone vulnerabili e con disabilità. Sarà infine garantita una protezione agli operatori sanitari, ai soccorritori e a tutti i lavoratori impegnati in prima linea. Tutto ciò in attesa dei vaccini, il cui sviluppo nel trattamento dovrà essere accelerato. “Qualsiasi persona – ha evidenziato Biden -, assicurata o meno, non dovrà pagare un solo dollaro per visite mediche legate al COVID, assistenza preventiva, tamponi e per un eventuale vaccino”.

COVID-19 e Telemedicina in Italia

In Italia l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha pubblicato di recente il 12° rapporto del 2020 dedicato all’emergenza COVID-19. Nel rapporto è stato affrontato il tema dei servizi assistenziali di telemedicina durante l’emergenza sanitaria offrendo indicazioni e individuando problematiche operative. Nella pubblicazione dell’ISS sono state proposte soluzioni utili sostenute dalle evidenze scientifiche, ma anche impiegabili in modo semplice nella pratica. Il documento spiega come le indicazioni proposte “possono essere usate in varia combinazione per erogare servizi sanitari e supporto psicologico, allo scopo di sorvegliare proattivamente le condizioni di salute di persone in quarantena, in isolamento o dopo dimissione dall’ospedale, oppure isolate a domicilio dalle norme di distanziamento sociale ma bisognose di continuità assistenziale, pur non essendo contagiate da COVID-19”. Come riportato nel documento, la telemedicina, in fase emergenziale, si è già rivelata decisiva per superare una serie di criticità organizzative all’interno delle strutture sanitarie.

Va detto che già nel corso della prima ondata del virus, il professor Stefano Omboni, direttore dell’Istituto Italiano di Telemedicina nonché Professore di Cardiologia presso la Sechenov First Moscow State Medical University, aveva pubblicato un interessante articolo su una nota rivista specializzata americana ideata da Mary Ann Liebert. Omboni sosteneva che bisogna “attivare pienamente una transizione verso un modello di assistenza più moderno, che deve obbligatoriamente prevedere la piena integrazione dei servizi e delle soluzioni di telemedicina nell’armamentario dei servizi di assistenza sanitaria. La telemedicina non deve più essere considerata come una possibile opzione o componente aggiuntivo per reagire a un’emergenza. Piuttosto dovrebbe essere considerata come un approccio proattivo per garantire la continuità delle cure ai pazienti affetti da malattie croniche, per le quali l’assistenza non può essere posticipata durante le emergenze nazionali”.

Il servizio di telemonitoraggio Tholomeus®

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