La dieta ideale per mantenere il cuore in salute secondo una recente ricerca

Seguire una corretta alimentazione è fondamentale per mantenersi in salute e prevenire le malattie cardiovascolari. A supporto di questa evidenza, arriva oggi uno studio pubblicato su Cardiovascular Research, rivista della European Society of Cardiology (ESC), in cui è stata effettuata una revisione di oltre 500 studi per fare chiarezza sulla corretta dieta per mantenere il cuore sano.

In un recente articolo abbiamo parlato dei dati allarmanti relativi alle malattie cardiovascolari che causano, in Italia, circa il 34,8% di tutti i decessi e rappresentano la prima causa di morte.

Ma… quali sono i migliori alimenti per mantenere il cuore sano? Andiamo a scoprirli insieme.

DIETA PER MANTENERE IL CUORE SANO: LA RICERCA

Mantenere una corretta alimentazione significa proteggere il proprio sistema cardiovascolare e il proprio organismo. Secondo la ricerca infatti, che arriva dallo studio approfondito di oltre 500 studi e pubblicata su Cardiovascular Research, è necessario fare attenzione non al singolo nutriente quanto piuttosto all’insieme e alla quantità di alimenti consumati.

Lo studio, frutto di una revisione completa delle ricerche su cibo e malattie cardiache, ci fornisce prove aggiornate su quanto e con quale frequenza ogni alimento possa essere consumato in sicurezza.

Secondo Gabriele Riccardi, docente di Endocrinologia e malattie del metabolismo dell’Università di Napoli Federico II e autore dello studio, le linee guida fino ad ora adottate per studiare la relazione tra alimenti e malattie cardiovascolari sono state basate su un principio errato. Infatti, spiega, “Le linee guida si sono basate sulla composizione nutrizionale degli alimenti tenendo conto, per esempio, della relazione tra grassi saturi e malattie cardiovascolari ma questa impostazione è sbagliata perché nessun alimento contiene un solo nutriente. Per esempio, i grassi saturi sono presenti sia nella carne che nel formaggio ma questi alimenti contengono anche altri nutrienti che possono controbilanciare l’effetto nocivo dei grassi saturi tant’è vero che il formaggio consumato in quantità moderate è addirittura protettivo”.

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Analizzando i dati delle numerose ricerche è emerso nello studio quanto sia importante variare la dieta. Il prof. Riccardi continua spiegando che “non c’è alcuna indicazione che induca a considerare un certo alimento come “veleno” in termini di rischio cardiovascolare. È soltanto una questione di quantità e frequenza di consumo, un errore che abbiamo fatto in passato è stato quello di considerare un solo alimento come il nemico da eliminare. Invece, dobbiamo guardare le diete nel loro insieme e se riduciamo la quantità di un alimento, è importante scegliere un sostituto sano”.

E allora? Quali sono gli alimenti che fanno bene al cuore?


ALIMENTI CHE FANNO BENE AL CUORE: QUANTITÀ E FREQUENZA DI CONSUMO

Ecco di seguito alcuni dati sugli alimenti che fanno bene al cuore in quantità e frequenza controllata:

  1. Carne bianca e pesce: Il pollame e le carni bianche non aumentano il rischio di malattie cardiovascolari con assunzioni moderate, cioè fino a tre porzioni da 100 g a settimana. Anche il consumo moderato di pesce, da due a quattro porzioni da 150 g a settimana è supportato dalle ultime prove per la prevenzione delle malattie cardiache
  2. Legumi e cereali: È confermata ancora una volta l’importanza di mangiare alimenti di origine vegetale: non solo frutta e verdura, ma anche cereali integrali, legumi e noci, sono collegati a un rischio ridotto di aterosclerosi. I legumi rappresentano il sostituto proteico ideale per la carne rossa, ma in Italia ne consumiamo soltanto una porzione a settimana. Invece, svolgono un ruolo protettivo che aumenta progressivamente fino a 4 porzioni da 180 g a settimana.
  3. Frutta e verdura: Nonostante la ricchezza di varietà di frutta e verdura, il consumo di questi alimenti è in calo di circa 15%, ma data la loro forte associazione con un minor rischio di aterosclerosi, il consumo giornaliero dovrebbe essere aumentato fino a 400 g per ciascuno.
  4. Latte yogurt e formaggi: Per la popolazione sana, sia i latticini interi che quelli a basso contenuto di grassi, in quantità moderate e nel contesto di una dieta equilibrata, non sono associati ad un aumento del rischio. Le piccole quantità di formaggio (tre porzioni da 50 g a settimana) e il consumo regolare di yogurt (200 g al giorno) sono addirittura associate ad una riduzione del 12% del rischio cardiovascolare. Ora sappiamo che i batteri intestinali svolgono un ruolo importante nell’influenzare il rischio cardiovascolare. I latticini fermentati contengono batteri buoni che promuovono la salute.

Scopri di più: Alimenti che fanno bene al cuore: come una giusta alimentazione può aiutare a prevenire un infarto

  1. Caffè, tè e cioccolato: Un’altra novità riguarda il consumo di caffè e tè, dove l’uso per le persone sane fino a tre tazze al giorno è associato a un ridotto rischio cardiovascolare. La caffeina fa male e i polifenoli che sono antinfiammatori fanno bene: la scienza ci dice che fino a tre tazze al giorno i benefici dei polifenoli sopravanzano il danno della caffeina. Per quanto riguarda il cioccolato, fino a 10 g di fondente al giorno non sono associati al rischio di aumento di peso e non hanno conseguenze dannose sulla salute cardiovascolare.
  1. Alcol e bevande analcoliche: Infine, un dato molto sorprendente della ricerca: il consumo di vino fino a due bicchieri al giorno negli uomini e un bicchiere nelle donne o una lattina di birra è associato a un minor rischio di malattie cardiache rispetto a quantità maggiori o all’astinenza. Non così, invece, per le bevande analcoliche, comprese le opzioni a basso contenuto calorico, che sono collegate a un rischio più elevato e dovrebbero essere sostituite con acqua tranne in occasioni limitate.


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GLI ALIMENTI PER IL CUORE DA EVITARE ASSOLUTAMENTE

Ecco invece gli alimenti per il cuore da evitare assolutamente:

  1. Carne Rossa: Dall’analisi sono emerse nuove evidenze scientifiche che confermano, ancora una volta, l’associazione tra consumo di carne rossa e lavorata con l’aumento di rischio di patologie cardiovascolari. Secondo la ricerca il consumo di carne rossa dovrebbe essere limitato a due porzioni a 100g a settimana, mentre la carne lavorata dovrebbe essere limitata ad uso occasionale.
  2. Sale e burro: Seguendo i dati rivelati nella ricerca, anche chi non soffre di patologie cardiovascolari dovrebbe diminuire il consumo di sale e di alimenti di origine animale. No anche al burro e ai grassi animali, che andrebbero sostituiti con grassi vegetali non tropicali come l’olio d’oliva.


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