La misurazione dell’ossigenazione del sangue ai tempi del COVID-19 – Parte 2

PARTE 2 – LA SATURIMETRIA

La misurazione dell’ossigenazione del sangue

L’ossigenazione del sangue può essere misurata in maniera diretta con un prelievo di sangue arterioso dalla arteria radiale localizzata a livello del polso. La cosiddetta emogasanalisi è una procedura che viene effettuata in ambiente ospedaliero e tipicamente nelle unità di terapia intensiva.

Un modo di misurazione più semplice ed indiretto e particolarmente popolare consiste nel rilevare la percentuale di emoglobina satura di ossigeno rispetto alla quantità totale di emoglobina presente nel sangue circolante nell’estremità delle dita o nel lobo dell’orecchio (regioni anatomiche ricche di capillari).

Questa misurazione è detta ossimetria o saturimetria e si ottiene con un apparecchio denominato pulsossimetro o saturimetro.

Il saturimetro

Tipicamente il saturimetro si applica all’estremità di un dito come una molletta (pulsossimetro). Questo strumento è oggi un riferimento per monitorare l’andamento della COVID-19. Il dispositivo è costituito da un sensore con due diodi emettitori di luce (LED) che trasmettono due fasci di luce attraverso il dito, che giungono ad un fotorilevatore. Durante il passaggio attraverso il dito, una parte della luce viene assorbita dal sangue e dai tessuti molli. La luce che passa attraverso i capillari viene assorbita in maniera variabile in base alla quantità di emoglobina legata all’ossigeno.

Dopo qualche secondo dall’applicazione del saturimetro sul display compare il risultato, espresso come percentuale di emoglobina legata ad ossigeno. Viene solitamente anche visualizzata la frequenza cardiaca espressa in battiti al minuto. Il test è semplice, rapido e indolore e il saturimetro è uno strumento di facile utilizzo.

Normalmente il saturimetro viene utilizzato nei pazienti con malattia respiratoria cronica, come ad esempio asma, bronchite cronica, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), polmoniti, o altre malattie associate ad insufficienza respiratoria. In era COVID-19 la saturimetria  si rivela estremamente utile per monitorare l’ossigenazione di pazienti con febbre, tosse e mancanza di respiro (dispnea). In presenza di questi sintomi una riduzione della percentuale di ossigeno nel sangue può essere un primo marker di infezione polmonare.

Come utilizzare il saturimetro

La misurazione della saturazione dell’ossigeno nel sangue mediante il pulsossimetro viene più comunemente effettuata a riposo, meglio se in un arco di tempo prolungato (in genere 2-3 minuti). In caso di misurazioni più brevi e ripetute è utile utilizzare come riferimento il valore più alto rilevato. Per valutare meglio lo stato di ossigenazione del sangue ed eventuali alterazioni della funzionalità respiratoria dopo esercizio, la misurazione può essere effettuata dopo un breve periodo di cammino.

È consigliabile che i pazienti con accertata infezione da nuovo coronavirus si procurino un saturimetro, in modo da monitorare l’ossigenazione del sangue, al fine di rilevare per tempo eventuali compromissioni a livello polmonare e agire tempestivamente.

Come per tutte le misurazioni effettuate con un dispositivo medico è necessario attenersi scrupolosamente a delle procedure che garantiscano l’accuratezza della misurazione. A questo scopo, sul nostro sito è disponibile una pratica guida, realizzata dai nostri esperti, che spiega come misurare correttamente la saturazione di ossigeno nel sangue.

GUIDA PER MISURARE CORRETTAMENTE LA SATURAZIONE DI OSSIGENO NEL SANGUE

 

I valori della saturazione di ossigeno nel sangue

In genere, in condizioni normali, i valori di saturazione dell’ossigeno nel sangue si attestano tra il 97% e il 100% (normossiemia). In genere con l’età il limite di normalità si riduce, dal 99% del neonato al 92% dei settantenni.

Livelli sino a 97-95% non sono preoccupanti, particolarmente in soggetti anziani o con patologie polmonari croniche. Un livello inferiore al 95-94% (ipossiemia) rappresenta invece un segno clinico importante e in questo caso occorre che il paziente consulti il proprio medico curante per ulteriori indicazioni.

Se l’ossigenazione scende al disotto del 90-88% in presenza di febbre elevata, tosse e mancanza di respiro è invece necessario intervenire rapidamente a causa di una grave compromissione polmonare che richiede un intervento urgente.

CondizioneValore di SpO2
NormossiemiaSuperiore al 97%
Ipossiemia lieveDal 97% al 95%
Ipossiemia moderataDal 95% al 90%
Ipossiemia graveInferiore al 90-88%

Testo redatto dal team di Biotechmed con la consulenza medico scientifica degli esperti dell’Istituto Italiano di Telemedicina

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