Sindrome delle apnee ostruttive del sonno e ripercussioni nella vita quotidiana: lo studio Inail

Che la sindrome delle apnee ostruttive del sonno avesse ripercussioni sulla qualità della quotidianità di chi ne soffre, era noto già da tempo. A supporto di questa evidenza arriva oggi uno studio condotto dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro).

Secondo lo studio, questa patologia cronica molto diffusa ma poco diagnosticata, ha un impatto significativo sui sistemi sanitari pubblici, con costi diretti e indiretti dovuti a riduzione di produttività, ripercussioni sulla qualità della vita e invalidità da incidenti stradali o lavorativi.

Quali sono le cause principali della patologia? Andiamo a scoprirle insieme.

SINDROME DELLE APNEE OSTRUTTIVE DEL SONNO: PRINCIPALI CAUSE E CONSEGUENZE

La sindrome delle apnee ostruttive del sonno, spesso associata a obesità e ad alterazioni metaboliche come il diabete “è determinata da episodi brevi e ripetuti di chiusura parziale o totale delle vie aeree superiori durante il sonno che portano a interruzione respiratoria del flusso aereo, parziale (ipopnea) o totale (apnea), intervallati dalla ripresa del respiro conseguente al risveglio”.

La patologia è considerata potenzialmente pericolosa per la vita delle persone. Questo è dovuto al fatto che, a lungo andare, tutti gli organi vengono coinvolti dal problema. Il paziente ha improvvise riduzioni dell’ossigenazione sanguigna e, con il tempo, si instaurano alterazioni cardiocircolatorie che possono condurre all’insorgenza di ipertensione arteriosa, infarto miocardico, ictus, aritmie, scompenso cardiaco, morte improvvisa nel sonno.

Altre conseguenze della sindrome possono essere ad esempio depressione, malumore, cambiamento di personalità, alterazione della libido, disfunzione erettile con conseguenze negative sulla vita quotidiana personale e di relazione.


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OBIETTIVO E RISULTATO DELLO STUDIO SULLE APNEE NOTTURNE

Il recente studio ci spiega che “le apnee notturne si verificano in tutte le fasce d’età e in entrambi i sessi, anche se sono più comuni negli uomini, in età compresa tra i 40 e gli 80 anni, con un picco intorno ai 50-55 anni. Secondo i recenti dati, si stima in Italia una prevalenza di circa 12 milioni di persone affette in forma moderata-grave (27% della popolazione adulta) e una prevalenza complessiva di oltre 24 milioni di persone di età compresa tra 15-74 anni con forma lieve e medio-grave (54% della popolazione adulta)”.

Dati piuttosto sconfortanti che portano a delle serie considerazioni sulle modalità di prevenzione e intervento, con l’obiettivo di diagnosticare e curare in tempo il problema.

Leggi anche: Apnee ostruttive del sonno e narcolessia: l’importanza della telemedicina per prevenire

Infatti, si stima che solo il 4% dei pazienti affetti da sindrome moderata-grave viene diagnosticato e solo il 2% trattato. Le ragioni che determinano una sotto diagnosi sono molteplici e vanno dalla mancanza di consapevolezza (tra gli operatori sanitari e nella popolazione generale), alla diffusione limitata di screening di routine e al numero ridotto di centri professionali del sonno. Inoltre, anche quando viene fatta diagnosi, i dati mostrano che l’accettazione e l’aderenza al trattamento, nonostante i progressi tecnologici, è generalmente bassa, variando dal 30% al 60%.


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L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE E DI UN CORRETTO STILE DI VITA

La sindrome da apnee ostruttive del sonno ha un impatto economico significativo sui sistemi sanitari pubblici e deve essere considerata e gestita come una vera e propria condizione cronica. La sindrome è gravata da costi diretti o sanitari (diagnosi, cura della malattia e ricoveri ospedalieri) e da costi indiretti o sociali dovuti a riduzione della produttività lavorativa e invalidità permanente per incidenti stradali o sul lavoro.

I pazienti con disturbi del sonno risultano meno produttivi a causa della fatica cronica e dell’eccessiva sonnolenza diurna e hanno un livello più alto di assenteismo. Il costo annuo di un paziente senza diagnosi è stato stimato negli Stati Uniti in circa 5.500 dollari (costi diretti e indiretti); tale costo scende a meno della metà se viene fatta una corretta prevenzione e diagnosticata in tempi brevi.

È fondamentale, ai fini di un corretto trattamento della patologia, seguire alcune norme generali per ovviare e contrastare le apnee durante il sonno:

  • evitare l’assunzione di alcolici nelle ore precedenti il sonno
  • limitare l’assunzione di farmaci che deprimono il tono dei muscoli delle vie aeree superiori (ad esempio sonniferi o tranquillanti)
  • se presente ostruzione nasale usare decongestionanti/spray anti-allergici
  • abolizione del fumo di sigaretta
  • non assumere stimolanti (es. caffè)
  • regolare attività fisica
  • evitare pasti abbondanti
  • mantenere il proprio peso nei limiti di norma

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