Un anno di Ricerche e Scoperte sulle Malattie Cardiovascolari

Il 2023 si è rivelato un anno straordinario per la ricerca e le scoperte nel campo delle malattie cardiovascolari. Secondo la panoramica annuale stilata dall’American Heart Association, sono stati diversi i progressi scientifici significativi nella lotta alla principale causa di morte e di invalidità a livello mondiale.

In Europa, ischemie, infarti, malattie e cerebrovascolari uccidono oltre 4 milioni di persone l’anno, mentre in Italia rappresentano il 40% circa dei decessi. Quindi, i progressi nella ricerca delineano un avanzamento promettente per la prevenzione, la diagnosi e la gestione di queste patologie, destinate a un continuo aumento fino al 2050.

Gli sforzi incessanti dei ricercatori hanno permesso di identificare nuovi farmaci per il controllo dell’ipertensione, come anche di sperimentare terapie innovative per gli ictus gravi. Vediamo insieme le principali pietre miliari per le malattie cardiovascolari aggiunte nel 2023, per capire come verrà plasmata la medicina del prossimo futuro.


ZILEBESIRAN, IL NUOVO FARMACO CHE SOPPRIME LA PROTEINA CHIAVE NELLO SVILUPPO DELL’IPERTENSIONE

L’ipertensione colpisce circa un terzo della popolazione mondiale, in maniera più incisiva negli USA e in Europa, aumentando il rischio di attacchi di cuore, ictus e altre gravi patologie, nonché riducendo l’aspettativa di vita di quasi 5 anni.

Uno studio ha introdotto Zilebesiran, un farmaco sperimentale che riduce la produzione di angiotensinogeno, una proteina secreta dal fegato che si ritiene legata all’innalzamento della pressione sanguigna. Zileberisan viene somministrato con una iniezione sottocutanea con una periodicità di 2 volte all’anno. Il farmaco ha mostrato riduzioni significative della pressione arteriosa, ancora più accentuate se in combinazione con terapie consolidate nel trattamento ipertensivo. Le iniezioni hanno causato reazioni lievi nella maggior parte delle persone nel sito di iniezione, aprendo nuove prospettive per la gestione dell’ipertensione e suscitando interesse per il trattamento di malattie renali e cardiache.

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LA TROMBECTOMIA POTREBBE OFFRIRE MAGGIORE INDIPENDENZA A PAZIENTI COLPITI DA ICTUS SEVERI

La trombectomia endovascolare, un intervento chirurgico minimamente invasivo, ha dimostrato di essere vantaggiosa per i pazienti con ictus.

La procedura, che può ripristinare il flusso sanguigno e prevenire ulteriori danni cerebrali e invalidità, è diventata il trattamento standard per alcune persone colpite da ictus di media entità, mentre ancora si sta approfondendo l’impatto su persone con condizioni particolarmente gravi.

Studi in Cina, Nord America, Europa, Australia e Nuova Zelanda hanno evidenziato che la trombectomia può migliorare l’indipendenza funzionale dei pazienti con ictus di dimensioni più estese. Questo approccio potrebbe diventare un nuovo standard per un gruppo di pazienti spesso escluso dagli studi clinici.

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L’IMAGING DIAGNOSTICO AVANZATO GUIDA IL POSIZIONAMENTO DI STENT NELLE LESIONI CORONARICHE COMPLESSE

L’intervento coronarico percutaneo (PCI) è un procedimento non chirurgico che utilizza gli stent per ripristinare il flusso sanguigno nelle arterie coronarie ostruite. A volte, però, il posizionamento di uno stent può risultare difficile a causa della posizione.

Gli sviluppi nell’uso di tecniche di imaging avanzate, come l’angiografia e l’ultrasonografia intravascolare, stanno migliorando i risultati a lungo termine per i pazienti con lesioni coronariche complesse, permettendo una più dettagliata analisi e individuazione dei problemi rispetto allo standard attuale.

L’insieme di approcci basati sull’imaging illustra la complessità della malattia coronarica e porta un cambiamento significativo, con tecnologie di guida più avanzate per personalizzare il trattamento e migliorare i risultati dei pazienti.

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ANTICOAGULANTI PRECOCI SOMMINISTRABILI AI PAZIENTI IN FIBRILLAZIONE ATRIALE DOPO L’ICTUS

In questo nuovo studio, pubblicato sul New England Journal of Medicine, si suggerisce che la somministrazione di DOAC potrebbe iniziare prima, poiché l’incidenza di emorragie su diversi gruppi di test è molto bassa. Il loro utilizzo precoce ridurrebbe il rischio di ictus ricorrenti e sanguinamenti, portando a una valutazione più rapida del rapporto rischio-beneficio nella gestione di questa condizione.

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FARMACI PER IL DIABETE POSSONO DARE PROTEZIONE CARDIACA A PERSONE NON DIABETICHE

L’incremento del tasso di obesità nella popolazione ha portato allo sviluppo di farmaci per gestire il peso e abbassare i livelli di glucosio nel sangue.

Alcuni di questi farmaci, noti per ridurre gli eventi cardiovascolari nei pazienti diabetici, stanno ora mostrando promettenti benefici cardiaci anche nelle persone obese senza diabete.

Studi su Semaglutide, un principio attivo per il diabete approvato anche per la gestione del peso, hanno dimostrato il suo potenziale nel ridurre i rischi cardiaci e migliorare la qualità della vita dei pazienti con insufficienza cardiaca e malattia cardiovascolare.

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SEMPRE PIÙ EVIDENZE SULLA CONNESSIONE TRA DIETA SANA E RISCHI INFERIORI PER LA SALUTE

Non c’è alcun dubbio sull’impatto che una dieta sana può avere sull’equilibrio della salute. Svariate agenzie e associazioni internazionali come l’American Heart Association hanno incluso nelle proprie linee guida la dieta bilanciata come chiave di volta per affrontare le patologie cardiovascolari nella quotidianità, forti dei dati raccolti in vari studi.

In qualunque tradizione culinaria ed etnica, l’accesso e il consumo di cibo sano riceve sempre più avallo scientifico come fondamentale mezzo di prevenzione e agevolazione dei trattamenti per le patologie del cuore.

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IL FILO ROSSO TRA MALATTIE CARDIOVASCOLARI, RENALI E SINDROME METABOLICA

Il legame stretto tra obesità, malattie renali croniche, diabete e malattie cardiovascolari ha portato alla definizione della sindrome cardiovascolare-renale-metabolica (CKM), che include sia persone a rischio cardiovascolare, sia pazienti con patologie già riconosciute.

Questa sindrome è stata identificata come una priorità per la salute pubblica, a causa delle sue associazioni con morte prematura e invalidità. Sono stati compiuti sforzi significativi per delineare, prevenire e trattare la CKM, inclusa la creazione di un nuovo calcolatore di rischio cardiaco che tiene conto delle misure date dalla sindrome.

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OPZIONI DI TRATTAMENTO AMPLIATE PER PAZIENTI CON PAD

La PAD è in aumento, specialmente tra gli anziani e i pazienti con diabete. La forma avanzata, l’ischemia critica degli arti inferiori, richiede la rivascolarizzazione, ovvero il ripristino del flusso sanguigno agli arti.

Gli studi condotti nel 2023 a tal proposito hanno confrontato l’efficacia e la sicurezza delle terapie endovascolari e degli interventi chirurgici per i pazienti con PAD grave, offrendo opzioni sempre più mirate e personalizzate per migliorare la qualità della vita e ridurre così il rischio di amputazione.

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L’IMPORTANZA DELLA TELECARDIOLOGIA PER LA PREVENZIONE

Il 2023 ha lasciato un’impronta significativa nella lotta alle malattie cardiovascolari, con scoperte che promettono di trasformare il panorama della salute cardiaca.

Insieme a questi progressi, la telecardiologia gioca un ruolo sempre più cruciale nella prevenzione e nella gestione delle patologie cardiovascolari.

L’app Tholomeus® , in quest’ottica, è un’alleata fondamentale, poiché consente una gestione più efficiente e personalizzata delle condizioni, grazie alla possibilità di monitorare costantemente i pazienti, fornire consulenze remote e garantire un accesso più rapido alle informazioni vitali.

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