Diabecovid: la relazione tra long covid e diabete nella nuova ricerca Simdo

La notizia arriva direttamente dalla Società Italiana di Metabolismo, Diabete e Obesità (Simdo), in occasione del suo recente XXI Congresso, presieduto dal dottore Vincenzo Provenzano e alla presenza di 30 società e 200 esperti provenienti da tutta Italia e dall’estero: a seguito della pandemia da Covid-19, infatti, tra le manifestazioni più note degli strascichi che il virus può lasciare al nostro organismo c’è il diabecovid. Si tratta di un termine coniato apposta per indicare una terza forma di diabete, che si aggiunge a quelle già note nell’ambito del diabete mellito: la forma 1, insulinodipendente, e la forma 2, spesso legata all’obesità. 

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Questa nuova forma di diabete, in grado di manifestarsi anche dopo mesi dall’infezione, può  tuttavia, se presa in tempo, essere curata fino alla remissione. Ma di cosa si tratta esattamente? Quanti casi si sono registrati fino a questo momento? E come è possibile guarire? Di questo e di molto altro ancora parleremo in questo articolo, partendo proprio dai dati  presentati da Simdo durante il suo recente XXI Congresso a Taormina. Iniziamo!  

DIABECOVID: COS’È E COME SI MANIFESTA

Come abbiamo già avuto modo di dire, il diabecovid è una vera e propria patologia da Long Covid, che può manifestarsi anche dopo mesi dalla contrazione del virus. Non a caso la sua scoperta è stata resa possibile grazie alla nascita degli ambulatori Long Covid, luoghi attrezzati (113 in tutta Italia, secondo le rilevazioni dell’Istituto Superiore di Sanità) dove vengono presi in carico i pazienti che dopo più di quattro settimane dalla malattia, nonostante la negativizzazione del tampone, continuano a riportare sintomi.

Di certo non si tratta di una novità assoluta: già durante l’epidemia, infatti, gli esperti avevano osservato un rapporto stretto tra Covid e diabete, tanto che i soggetti affetti tendevano ad avere una prognosi peggiore e, quelli con diabete scompensato, spesso finivano in rianimazione. Tuttavia, quella che, tra le patologie del Long Covid, è emersa, è proprio una forma di diabete secondario, che esordisce sia nella forma 1, insulino dipendente, sia nella forma 2, e cioè il classico diabete da obesità, sia in una nuova, di diabete 2 ad insorgenza precoce. 

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I NUMERI DEL DIABECOVID IN ITALIA

Sempre secondo il XXI Congresso della Società Italiana di Metabolismo, Diabete e Obesità (Simdo), il diabecovid incide in maniera importante sul quadro nazionale della malattia, ossia del 18% in più (di cui 10% negli uomini e 8% nelle donne), rispetto all’8% di persone che già in Italia hanno il diabete. Questo significa  che i nuovi casi si aggiungono ai 4 milioni già accertati, al milione di persone che hanno il diabete e non lo sanno e ai 3 milioni di soggetti in pre-diabete. 

“Si crea allora un’emergenza di carattere sociale – ha affermato Vincenzo Provenzano, primario di Diabetologia all’ospedale Civico di Partinico, direttore dello stesso centro Covid e presidente di Simdo – sia per i numeri sia per le complicanze, come difficoltà ad avere figli, cecità, dialisi, amputazione degli arti inferiori”.

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DIABECOVID E BAMBINI: QUALE RELAZIONE?

Ma, giunti a questo punto, la domanda sorge spontanea: c’è una relazione tra diabecovid e bambini? Ebbene, la risposta è ancora incerta in quanto i ricercatori stanno ancora valutando possibili connessioni tra il virus, l’insorgere della malattia (soprattutto sul lungo periodo) e la giovane età dei pazienti. 

Tuttavia, una cosa è certa: il Covid-19 può causare rischi alla salute di bambini e adolescenti. A dimostrarlo, se ancora ce ne fosse bisogno, un recente studio, condotto dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC) e pubblicato nel Morbidity and Mortality Weekly Report, che documenta come l’infezione da SARS-CoV-2 non sia associata ad un aumento del rischio di ulteriori infezioni respiratorie, quanto piuttosto all’insorgenza di diabete nei bambini.

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